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Tempo medio di risposta: 96 ore
Categoria: Locazione
Salve, una mia amica ha un problema un po' complicato e non sa a chi rivolgersi. L'anno scorso ha firmato un contratto di affitto di un anno per vivere in una casa con una ragazza che era amica del proprietario (infatti il padre gestiva la relazione di affitto, essendo avvocato). Alla fine dell'anno la mia amica ha scoperto che avrebbe passato i tre mesi estivi dell'anno successivo all'estero per cui ha informato la sua coinquilina la quale le ha detto che se ne sarebbe dovuta andare perché non voleva stare sola per così tanto tempo (usando anche termini aggressivi). La mia amica a questo punto se ne è andata, rompendo i rapporti in modo civile e pagando le ultime spese. Solo dopo ha scoperto che il contratto non era registrato e che le ricevute dei bonifici non erano "bollate", ma visto che i rapporti si erano chiusi civilmente ha pensato di lasciare in sospeso la questione. Ora a distanza di un anno, queste persone le chiedono 300 euro per alcune spese. Alla luce del loro comportamento di "truffa" e di "ricatto" che le sono costati energie e stress, non credo sia giusto accontentare queste persone se non con una denuncia. Come si deve comportare? Grazie e buona giornata.
Con gli elementi forniti nella descrizione non è facile dare un parere, quindi suggerisco una eventuale consulenza presso il SUNIA (appuntamento al n° 0516087100). Non è chiaro ad esempio che tipo di contratto abbiano sottoscritto, nè se l'uscita dal contratto della sua amica sia stata in qualche modo formalizzata, liberandola dagli obblighi contrattuali. Inoltre non capisco perchè la sua amica abbia deciso di chiudere il contratto, posto l'irrilevanza, in questa sede dei rapporti interpersonali. Temo che a questo punto servirebbe a poco sollevare la questione della mancata registrazione (se non ai fini di un eventuale accertamento fiscale) posto che condurrebbe alla nullità di un atto, comunque già concluso. Per quanto riguarda la somma richiesta per dare un parere dovrei capire a cosa sia imputata.
Categoria: Locazione
Salve,sono attualmente in affitto in un monolocale con contratto 4+4. Al momento della stipula il padrone di casa mi ha assicurato che in qualsiasi momento avrei potuto recedere dal contratto con un preavviso di 1-2 mesi, mentre nel contratto c'è scritto che questo è possibile solo "per gravi motivi". Qualche settimana dopo l'ingresso nell'appartamento (settembre 2014) ho notato dei danni strutturali con ingenti infiltrazioni d'acqua in casa, prontamente documentate e riportate al padrone di casa. La situazione è stata parzialmente e temporaneamente risolta in vista di un intervento strutturale da attuarsi in primavera 2015. In questo periodo ho la possibilità economica di trovare un altro appartamento, posso (dando il preavviso di 2 mesi) rescindere dal contratto per questi danni strutturali? Grazie!
"...il padrone di casa mi ha assicurato..." Era certamente meglio se avessimo avuto meno rassicurazioni verbali e cose scritte in modo più preciso. Così direi che il recesso è possibile per gravi motivi nei tempi stabiliti dal contratto (che non ho ben capito). Tenga conto in ogni caso che "i gravi motivi" devono essere, come tali, accettati anche dalla proprietà.
Categoria: Fisco
Salve, vivo in Sardegna e sono proprietario di un appartamento ristrutturato sito in Via Argelati a Bologna con le seguenti caratteristiche: piano 2 senza ascensore, piccolo cortile condominiale, cantina, 2 camere totale 3 posti letto + 1 salottino, cucina, bagno, balcone, porta blindata, infissi vetro camera, pompe calore caldo freddo, termosifoni a gas di città. L'immobile attualmente è locato a canone libero? Potrei sapere quale sarebbe l'importo di un canone concordato a cedolare secca che potrei richiedere ai tre lavoratori che lo occupano in base all'ubicazione ed ai parametri sopra descritti? Tutto ciò al fine di valutare se una riduzione dell'attuale canone possa essere più vantaggioso per entrambi le parti. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti Marco
Nonostante i dettagli gli elementi sono comunque insufficienti per fare una ipotesi di calcolo del canone concordato. Le suggerisco di collegarsi al sito del Comune di Bologna http://www.comune.bologna.it/casa/servizi/8:6440/ e, eventualmente sulla base della scheda di verifica, ridefinire la fotografia del suo immobile con tutti gli elementi necessari al calcolo.
Categoria: Condominio
Buongiorno, abito in un appartamento in affitto facente parte di un palazzo di 6 unità abitative con unico proprietario al quale è intestata la bolletta dell' acqua. Non sono presenti contatori per rilevare il consumo nei singoli appartamenti e attualmente l' importo totale della bolletta viene suddiviso per il numero dei coinquilini dei singoli appartamenti. Ovviamente a causa dell' unitarietà della bolletta ci viene applicata la tariffa 2° eccedenza (3 €/MC). È il giusto criterio di suddivisione delle spese? È obbligatoria la presenza del contatore pur non essendo di fatto un condominio e non essendo presente un regolamento condominiale? Grazie per l' attenzione.
In merito al suo quesito, in linea di massima, occorre vedere il contratto di locazione, se non vi sono specifiche indicazioni sugli oneri condominiali la loro applicazione non e’ vincolata a norme di legge che impongano il contatore individuale.I conduttori hanno comunque diritto ad una assemblea annuale anche se non si tratta di condominio di proprietari ma di conduttori. In tale sede potrà essere discussa la modalità di ripartizione dei costi dell'acqua rilevati al contatore generale.
Categoria: Fisco
Nel contratto di locazione a canone concordato con fiscalità agevolata è necessario che il Conduttore prenda la residenza oppure è sufficiente, ad esempio per motivi di lavoro o di studio, che si domicili presso l'abitazione affittata lasciando la residenza nel suo Comune originario? Il Conduttore deve sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva di atto notario da protocollare in Comune? Se sì posso avere il fac simile? Grazie
Per le agevolazioni fiscali che derivano da leggi nazionali non è influente la residenza del conduttore. Diverso invece per quelle locali (IMU) che sono legate all'uso dell'immobile da parte dell'inquilino come abitazione principale. Alcuni comuni estendono tale figura agli studenti ed ali lavoratori fuori sede. E' cautela del proprietario farse rilasciare dall'inquilino non residente una dichiarazione con natura autocertificativa di questa condizione.