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Categoria: Locazione
salve ho firmato un contratto di locazione per un appartamento insieme a due amiche, tre anni fa. il contratto è intestato a tutte, e c'è la clausola di responsabilità in solido. il preavviso è di 6 mesi. una delle mia coinquiline dovendo trasferirsi ha inviato raccomandata per poter recedere dal contratto a dicembre 2013, quindi dal 1 luglio 2014 la sua stanza si sarebbe liberata. abbiamo subito iniziato le ricerche in accordo con il proprietario, in modo da non ritrovarci a luglio a dover corrispondere l'intero affitto in due. abbiamo trovato una persona interessata ma con la necessità di trasferirsi a maggio quindi due mesi prima della scandenza del preavviso della persona che lascia casa. il proprietario si è rifiutato di acconsentire al subentro (che se non erro è una prassi legale)perchè voleva assolutamente che la nuova persona entrasse dal 1 luglio. ora purtroppo non riusciamo a trovare una nuova persona, mi chiedo siamo sempre responsabili dell'intera quota di affitto?anche se il padrone di casa non ha accettato la persona che avevamo trovato? grazie manuela
Mi stupisce il comportamento del proprietario, per il quale, se capisco bene, non sarebbe cambiato niente per la contestualità della sostituzione di una inquilina. Purtroppo, in ogni caso, l'obbligo solidale impone il rispetto dei patti agli inquilini rimanenti nell'abitazione locata.
Categoria: Studenti
Buongiorno, vorrei affittare una casa sita in Bologna a studenti ma in tale casa ci vorrebbe andare ad abitare anche mio figlio (ne occuperebbe la stanza più piccola e così vigilerebbe anche sulla buona conduzione dell'immobile). Però mio figlio ha già residenza a Bologna e quindi, pur essendo studente universitario, non avrebbe titolo al contratto "studenti". Inoltre, in ipotesi, un unico contratto che obbliga in solido tutti i conduttori mi renderebbe troppo ricattabile (se nessuno paga il fitto...dovrei rifarmela con mio figlio?. Che forma di contratto, anche alternativa al contratto per studenti, mi suggerisce? Posso affittare singole stanze (porzioni di immobile)a ciascuno studente (che tuttavia non è detto necessariamente debba sottoscrivere il contratto standard per studenti)? Se si con qual tipo di contratto? Grazie sin d'ora per una sua ambìta risposta, distinti saluti Tullio
Per l'intrecciarsi di normative contrattualistiche e fiscali le ipotesi possibili avrebbero bisogno ciascuna di un approfondimento, può quindi, se ritiene prendere appuntamento con un ns consulente. In linea di massima le strade praticabili mi sembrano due: 1) locazione parziale, trattenendo una camera per suo figlio e locando il resto dell'appartamento ad uno o più studenti, in quest'ultimo caso obbligati solidalmente; 2) locazione per porzioni di alloggio con contratti separati per ogni conduttore. Il tipo di contratto, tra quelli contemplati dalla L. 431/98, potrà essere stabilito in relazione all'opzione prescelta.
Categoria: Contratti
La mia situazione è la seguente: Casa in affitto con canone concordato di 510 euro mensili. Casa affittata come arredata ma in realtà con una poltrona, qualche vettovaglia e una mini cucina. Immediati problemi di muffa di cui è a conoscenza la proprietaria e per la quale non ha preso nessun provvedimento. Inoltre nella mappa catastale e nel contratto è presente un cortile privato che però è stato ridotto a veranda per non scontentare il cognato dell’amministratrice. Il canone è di 510 euro il contratto è intestato a me ed il mio compagno. Da gennaio 2014 non lavora più perchè ha chiuso l’attività per problemi di salute - tutti documentati- dovrà subire un’intervento chirurgico tra un paio di mesi (io credo probabilmente a settembre). Io per adesso percepisco un redditto di 500 euro e hi delle piccole proprietà intestate. In questo momento pagare l’affitto ci viene molto pesante siamo indietro di due mensilità e la proprietaria ci ha già avvisato che con un ulteriore ritardo si recherà da un avvocato per avviare lo sfratto. Noi comunque dopo che lui si rimette in sesto vorremmo lasciare la casa . Il contratto in ogni caso ci scadrebbe il 30 Aprile 2015 praticamente l’anno prossimo. - e credo che la proprietaria non abbia la minima intenzione di rinnovare- Dopo aver fatto il quadro genrale della situazione i miei quesiti sono questi 1) di quanti mesi è il preavviso in queste situazioni particolari 2) possiamo sospendere o per lo meno ridurre i pagamenti dell’affitto? Ringrazio del tempo accordatomi. Ansiosa di leggere la risposta saluto cordialmente.
Premesso che è sempre possibile, fino a 6 mesi dal rilascio, chiedere la restituzione di somme indebitamente versate, il recesso del conduttore è di norma ammesso per gravi motivi con un preavviso di sei mesi. Spesso tuttavia i contratti concordati ammettono preavvisi più brevi e l'assenza di vincoli, per cui va verificata nel contratto la sussistenza, o meno, di questa opportunità.
Categoria: Locazione
Buongiorno , Vorrei chiedervi gentilmente , se devo lasciare un'appartamento che era assegnato dal comune a mia nonna paterna , sono orfano di padre dall'età di cinque anni , sono disoccupato , ed ho la residenza da mia nonna da circa tre anni , e da un anno e mezzo fa chiedemmo l'ampliamento del nucleo familiare . Scusate ma credo che per parentela e per mia situazione economica difficile nn saprei come comportarmi . Attendo una vostra gradita consulenza Grazie mille Valentino
Ponendomi questa domanda presumo che la nonna sia deceduta. In tal caso, poichè non si è completato l'ampliamento del nucleo familiare, lei non ha diritto a subentrare alla nonna e la sua condizione diventa di "occupante senza titolo". Se ne ricorrono le condizioni può, tuttavia, chiedere una deroga al Comune, che "può concedere al convivente il subentro, in presenza di particolari condizioni di bisogno oggettivamente accertate.
Categoria: Locazione
Buonasera, nel luglio dello scorso anno ho dato la disdetta del contratto di affitto dell'abitazione nella quale risiedevo e ho stipulato un nuovo contratto per un'altra abitazione. L'inquilino che è subentrato nel vecchio appartamento mi ha chiesto il favore di non fare subito la voltura dei contratti delle utenze che sono quindi rimasti intestati a me. Ovviamente mi ha anche promesso che avrebbe pensato lui a pagare le bollette per mio conto. Oggi vengo contattata da un'agenzia di recupero crediti che mi chiede di pagare, con le relative sanzioni, alcune bollette relative al periodo successivo al mio trasferimento. Mi rendo conto di essermi fidata a sproposito, ma Le chiedo: potendo dimostrare, contratti alla mano, che non abitavo più lì ho qualche speranza di non pagare e di rivalermi su chi ha preso il mio posto nel vecchio appartamento? Nella speranza di una Sua risposta porgo distinti saluti. Roberta Bruni
Nei confronti degli Enti fornitori temo che non ci sia nulla da fare, in quanto essi non possono che rivolgersi, per eventuali insolvenze, all'intestatario del contratto, che può anche non essere residente. Nei confronti del subentrante invece almeno un tentativo io lo farei, per cui le suggerisco di scrivergli richiamando gli avvenimenti, i patti verbalmente stabiliti, gli effetti del suo comportamento, chiedendo infine il rimborso delle spese allegando copia.